Il Qi Gong, un ponte tra passato e futuro, tra Oriente e Occidente

Dalla millenaria tradizione medica cinese, il qi gong, uno strumento particolarmente adatto a fronteggiare le sfide della modernità in tema di salute, benessere e prevenzione. Una disciplina adatta a tutti, compresi bambini e anziani, che con la sua semplicità, lentezza e validità scientifica sta dimostrando efficacia ed affidabilità anche in Occidente.


From the millenary chinese medicine, qi gong, an effective instrument used to fight nowadays challenges about health, wellbeing and prevention. A suitable-for-all art, aged people and children included, that is showing its effectiveness and reliability with easiness, slowness and scientific validation in Western World too.

  1. Introduzione: radici storiche e culturali
    In Cina, da tempo immemore, non esiste un concetto di benessere così come viene inteso in Occidente. Esso non rappresenta un qualcosa di esterno all’individuo, separato dalle attività quotidiane di ogni persona. Il benessere e la salute rappresentano un aspetto indissolubile dalla vita olisticamente intesa.
    Tanto i contadini, quanto i guerrieri e i burocrati del Celeste Impero avevano una forte sensibilità verso la prevenzione e lo stare bene. I motivi erano principalmente due: in primo luogo un certo pragmatismo tipico della civiltà cinese portava gli individui a “voler” stare bene al fine di poter compiere il proprio lavoro a pieno e al meglio. Legato a questa peculiarità culturale c’era anche la forte influenza delle tre principali filosofie religiose cinesi (buddismo, taoismo e confucianesimo) che al loro interno, in modo diverso, presentano una importante attenzione alla cura della persona globalmente intesa.
    A seguito della caduta dell’Impero Cinese, e del passaggio dalla Repubblica di Cina alla Repubblica Popolare Cinese, questa importanza dell’educazione al benessere della persona subì una forte battuta d’arresto, soprattutto negli anni della Rivoluzione Culturale (1965-1969).
    Negli ultimi decenni, dopo il processo di modernizzazione avvenuto negli anni 80 del secolo scorso, è avvenuto un chiaro percorso di rivalutazione della millenaria tradizione cinese in tema di salute e benessere da parte della comunità scientifica con un forte appoggio politico della Terra di Mezzo.
  2. Il contesto culturale: la Medicina Cinese e il qi gong
    Ma nello specifico, quali pratiche hanno caratterizzato la plurisecolare tradizione salutistica cinese?
    Innanzitutto va detto che la base teorica che sovrintende tutte le discipline è la Medicina Tradizionale Cinese (MTC) che nella sua forma più “scientifica” compare nel periodo dei Regni Combattenti (476-221 a.C.). Prima di tale sviluppo, a partire dal II millennio avanti Cristo, esisteva una medicina tipicamente sciamanica e legata al culto degli antenati nonostante ci siano numerose testimonianze dimostranti la nascita, proprio in questo periodo, delle principali pratiche mediche.
    La Medicina Tradizionale Cinese prevede l’utilizzo di agopuntura, fitoterapia, dietetica, massaggio e ginnastiche mediche. Proprio di queste ultime, raggruppate sotto il nome di qi gong, approfondiremo la conoscenza e il loro contributo, attuale e potenziale, per il mantenimento e il miglioramento della salute nella popolazione mondiale.
    Il termine qi gong (氣功) indica un generico lavoro meritorio, costante e ordinato – gong – fatto sul qi, l’energia vitale, fondamento dell’esistenza secondo la Medicina Tradizionale Cinese. E’ un termine moderno che raggruppa diverse tecniche, esercizi e sequenze che nella storia venivano chiamati con nomi diversi (Dao Yin, Tu Na, Yang Sheng Gong ecc.).
    Appare chiaro che oggi il qi gong rappresenti un punto d’arrivo di numerosissime scuole e tecniche che hanno accompagnato la storia della Cina negli ultimi millenni.
    In Occidente spesso si parla di qi gong buddista, taoista, confuciano, marziale e medico-terapeutico: in realtà tale schematizzazione risulta essere limitante e totalmente estranea al contesto filosofico culturale entro il quale il qi gong è nato e si è sviluppato. E’ vero però che il qi gong è stato influenzato da tutte quelle dimensioni che impropriamente vengono definiti “tipi” di qi gong.
    Il qi gong è uno e uno solo nonostante centinaia di tecniche diverse e altrettante scuole anche molto differenti tra loro.
    Innanzitutto il qi gong, che può essere statico o dinamico, è finalizzato alla corretta circolazione del qi in tutto il corpo: in questo modo l’apparato muscolo scheletrico assume la giusta postura e gli organi funzionano in maniera corretta.
    Tale equilibrio può esser spiegato attraverso una serie di “armonizzazioni” che caratterizzano l’individuo in salute.
    In primo luogo la pratica prevede un costante lavoro sulle cosiddette tre armonizzazioni di base: armonizzazione del corpo (tiao shen), armonizzazione del respiro (tiao xi) e armonizzazione del cuore mente (tiao xin). Tale lavoro rappresenta contemporaneamente il mezzo e il fine della pratica e quindi del raggiungimento della salute e del benessere globalmente intesi. Ogni tecnica di qi gong, quindi, influisce sulla tonificazione tendineo-muscolare, la postura e la salute dell’apparato scheletrico (tiao shen). Allo stesso tempo la pratica del qi gong è basata sull’attenzione alla respirazione: tale aspetto risulta essere fondamentale in quanto essenzialmente il qi è respiro ed è per mezzo di tali tecniche che si riesce ad ottenere un’ossigenazione completa di tutti i tessuti e, contemporaneamente, attraverso particolari tipi di respirazione, un vero e proprio massaggio di tutti gli organi. Infine, il lavoro sul qi implica anche l’armonizzazione del cuore-mente, quell’aspetto che, in maniera non del tutto esplicativa, in Occidente chiamiamo psiche.
    Le tre armonizzazioni di base non sono livelli di pratica o step successivi ma insieme, contemporaneamente, secondo l’intenzione (Yi) con cui si pratica, vengono sviluppate per ottenere uno stato di assenza di squilibrio che è alla base del benessere secondo la Medicina Tradizionale Cinese.
    Secondo tale approccio non esiste il concetto di malattia o disturbo ma si parla di squilibrio, disarmonia: di matrice tipicamente taoista è il concetto dualistico yin/yang. Quando tali elementi sono in equilibrio dinamico tra loro, l’individuo è in salute, quando o l’uno o l’altro sono in deficit o in eccesso c’è squilibrio. La pratica di qi gong, per definizione, armonizza lo yin e lo yang e, attraverso attenta diagnosi energetica e per mezzo di opportune tecniche è possibile tonificare o disperdere lo yin e lo yang, riportando l’organismo in uno stato di equilibrio e, quindi, di benessere.
    Legato a tale approccio ce n’è un altro di fondamentale importanza per comprendere a pieno la portata del qi gong nel favorire il benessere e la salute della popolazione: la teoria dei cinque movimenti (Wu Xing). Secondo tale teoria la natura si esplica attraverso cinque elementi di base, complementari e interrelati tra loro: legno, fuoco, terra, metallo e acqua. In ambito medico tali elementi corrispondono ciascuno ad un sistema organico dell’individuo: fegato, cuore, milza, polmone e rene. Questi sistemi organici non corrispondono univocamente agli organi come intendiamo in Occidente, ma ad un sistema ordinato e complementare di diversi aspetti della vita umana, come schematizzato qui di seguito:

Il qi gong consente di lavorare sull’armonizzazione dei cinque movimenti, agendo dunque su aspetti non solo fisici ma energetici, mentali e relazionali.

3. Perché praticare qi gong?
A seguito di tale doverosa premessa possiamo meglio comprendere l’ampio spettro applicativo del qi gong come strumento di prevenzione e mantenimento di salute e benessere per tutti.
Non si tratta di mera ginnastica né di semplice meditazione: il qi gong è un sistema di tecniche che attraverso opportuni movimenti, respirazione e intenzione, conduce i praticanti ad un equilibrio dinamico, globale, che, tradotto in termini Occidentali, significa benessere e salute, nell’accezione più ampia del termine.
Per quanto concerne l’applicazione del qi gong, va detto che non ci sono controindicazioni né limiti d’età: può essere praticato da persone sane, malate e diversamente abili (particolarmente interessanti sono le tecniche di Zuo Qi Gong, il qi gong da seduti, molto utilizzato per le disabilità motorie).
Per quanto riguarda il mondo dell’infanzia e della prima adolescenza, il qi gong rappresenta uno strumento unico in quanto risponde a diverse criticità tipiche degli individui in età evolutiva: prioritaria è sempre la considerazione del bambino/ragazzo in quanto entità olistica, intesa come insieme organico e dinamico di evoluzione fisica, mentale e relazionale. Utilizzando tecniche opportune – tipico è l’insegnamento delle camminate e dei giochi dei Cinque Animali – il bambino lavora sul potenziamento muscolare, sulla corretta postura del rachide e, contemporaneamente, sul coordinamento motorio. Quest’ultima dimensione del lavoro risulta essere di raccordo tra armonizzazione del corpo e mentale in quanto, l’attenzione sul coordinamento motorio e la ripetizione di movimenti simili, incide sulla concentrazione, sull’attenzione e sulla percezione del sé qui e ora. In ultima analisi, integrata al lavoro prettamente corporeo e mentale, c’è l’attenzione al respiro che conduce il praticante ad un naturale stato di rilassamento e serenità. Da non sottovalutare anche l’aspetto ludico del qi gong: l’imitazione degli animali o altre pratiche “inusuali” creano un naturale clima di gioco, divertimento, disinibizione e assenza di competizione che giovano alla salute dei bambini, spesso pressati dalle aspettative di famiglie e società.
Anche per quanto riguarda il mondo degli adulti e degli anziani il qi gong risulta essere uno strumento idoneo alle sfide che la società moderna pone in tema di prevenzione e benessere. Il qi gong è movimento, per cui praticarlo implica la riduzione dei processi infiammatori, della tendenza all’obesità e dei principali problemi all’apparato cardiocircolatorio. L’armonizzazione del respiro migliora l’ossigenazione cellulare e favorisce l’inibizione dei processi di invecchiamento. Tra l’altro, soprattutto nell’adulto, la corretta respirazione migliora il tono muscolare e la postura. Nell’anziano, inoltre, il miglioramento della salute dell’apparato muscolo scheletrico e la corretta respirazione consentono l’eliminazione delle difficoltà di deambulazione e di equilibrio, che rappresentano un importante fattore di rischio. Come nei giovani, anche nell’adulto e nell’anziano non è da sottovalutare l’effetto rilassamento che la pratica di qi gong comporta: l’armonizzazione del cuore-mente rappresenta il completamento del lavoro sul qi, il più complesso ma probabilmente quello che a lungo termine risulta essere il più peculiare del qi gong. L’assenza di competizione, la personalizzazione della pratica (ognuno ha i propri tempi e percorsi) unita a tecniche di lavoro in coppia o in gruppo, facilitano la condivisione della socialità, rappresentando un’ottima riposta ai rischi connessi alla solitudine e all’emarginazione sociale per la popolazione anziana.

4. Conclusioni
Per concludere, quali sono le motivazioni per cui il qi gong può contribuire in maniera decisiva al benessere psicofisico delle persone?
Al di là di quanto già documentato, il qi gong è essenzialmente una pratica semplice, che non necessita di particolari prerequisti o competenze motorie specifiche. E’ una disciplina basata sulla spontaneità dei movimenti e del respiro: spesso anche i Maestri cinesi, depositari delle tecniche originali, invitano i praticanti a “muoversi e respirare come un neonato”. Tale semplicità rende il qi gong un’attività adatta a tutti, bambini, giovani, adulti e anziani. Inoltre la sua storia millenaria ha portato allo sviluppo di centinaia di tecniche, molte delle quali adatte anche a soggetti con disabilità motorie di origine organica e/o neurologica.
A dispetto di tale semplicità, c’è un forte interesse della comunità scientifica internazionale che da diversi decenni sta studiando, sia dal punto di vista della medicina occidentale che da quello della medicina cinese, gli effetti benefici del qi gong, riscontrando importantissime correlazioni tra l’esercizio del qi gong e il miglioramento/mantenimento dello stato della salute dei praticanti.
Infine, vista la forte connotazione storica di tale arte, chi si avvicina al qi gong sa che le tecniche proposte hanno una solidissima tradizione, fatta di secoli di studi, miglioramenti e validazioni empiriche.
Per concludere, nonostante il qi gong sia una disciplina “controcorrente”, che contrappone la lentezza alla velocità della vita moderna, la spontaneità dei movimenti alla complessità di molte discipline sportive, l’assenza di agonismo all’eccesso di competizione, risponde in maniera risolutiva alla lotta alla sedentarietà, alla consapevolezza del sé e all’educazione fisica nell’accezione più ampia del termine.

Marco Palermo

Presidente Scuola Italiana Discipline Olistiche

Maestro Qi Gong UIKT OPES Italia

Bibliografia e webgrafia essenziale
G. Maciocia, I fondamenti della Medicina Cinese, Elsevier Massion ed.
Li Jingwei – Zhu Jianping, Chinese Qigong forms, Singing Dragon ed.
E. Rossi, Pediatria in medicina cinese, Casa Editrice Ambrosiana
E. Rossi, Shen: aspetti psichici nella medicina cinese. I classici e la clinica contemporanea, Casa Editrice Ambrosiana
2° Convegno Italiano di Qi Gong, Roma 2011 (Abstracts)
3° Simposio Internazionale di Qi Gong, Roma 2014 (Abstracts)
www.ihqa.it
www.ihqfo.org
www.corsidisciplineolistiche.org

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